Intervista a Claudia Alessi
- tastingbookscoop
- 14 apr 2022
- Tempo di lettura: 4 min
La mia prima recensione. "I gigli non parlano" ha un significato importante per me, ma soprattutto per la sua autrice Claudia Alessi. Immergiamoci un po' nella storia di Azzurra, ma soprattutto conosciamo meglio chi l'ha ideata. Buona lettura!

Parlaci un po’ di te!
Ciao a tutti! Mi chiamo Claudia, siete proprio sicuri che sia una buona idea cominciare a parlare di me? Ho così tante storie da raccontare che potrei scrivere un’enciclopedia invece che romanzi!
Come hai scoperto e coltivato la tua passione per la scrittura?
Alle elementari.. ahah ero l’incubo della mia maestra di italiano. Quando ci dava un tema da scrivere per me era sempre lo spunto perfetto per viaggiare di fantasia. Lo so, è un po’ strano ma capii che avevo qualche carta da giocare nel settore quando mi capitò come traccia “se fossi un albero”. Dopo un attimo di scoraggiamento iniziale, (insomma che mai si potrà dire di un vegetale?) inventai la storia di un abete. Descrissi la sua vita nella foresta e le sue avventure fino a diventare un albero di Natale in un salotto circondato di bambini. Conclusi con un commovente finale dolce-amaro sulla transeunte caducità delle gioie effimere. Lo so, a sette anni vivevo letteralmente in un mondo di fantasia. Scrivevo molto anche per divertimento fuori dagli obblighi scolastici.
Il genere “romance”: quanto ci sei affezionata e com’è facile/difficile rispettarlo.
A dire la verità non sono affatto un’appassionata del genere romance. Volevo raccontare la storia della crescita personale di una ragazza e farlo attraverso le sue relazioni è stata la scelta di un punto di vista narrativo. In un modo a nell’altro, la vita è fatta di relazioni, con gli amici, con la famiglia, con il partner e c’è da dire che Azzurra ha molto da imparare dalle esperienze vissute con due uomini molto diversi tra loro.
Quando scrivi hai già tutta la storia in mente o la elabori strada facendo?
Non ho mai la minima idea di come andrà a parare una storia! Scrivo, poi se non mi piace disfo tutto. Di solito invento molti finali alternativi. Credo che “I gigli non parlano” sia l’unico caso in cui sono stata sicura di come concludere la vicenda.
Hai delle abitudini particolari durante la scrittura?
Sì, ed è un po’ imbarazzante. E va bene, lo dico lo stesso… mi piace tenere il cappuccio della felpa in testa. In alternativa, un cappello. Parecchio bizzarro vero?
Dove trovi l’ispirazione?
Diciamo che scrivere è una necessità. Un impulso che viene e si fomenta con la piacevolezza di battere le dita sulla tastiera e sentire di dare una dimensione a questi personaggi, dotarli di un loro carattere, dei loro difetti. Mi piace immedesimarmi nelle vite dei protagonisti e immaginare come si comporterebbero, cosa direbbero. La mia ispirazione è l’osservazione. Sono una curiosa indagatrice dell’animo umano.
Come è cambiata la tua vita scrivendo?
È cambiata più di quanto immaginassi! La cosa migliore sono le persone che ho avuto modo di conoscere. La cosa peggiore è che pubblicando si perde quella spensieratezza tipica delle passioni che si coltivano in privato.
Come è nato il romanzo “I gigli non parlano”?
Ai tempi del colera, o meglio della pandemia da Covid 19 mi sono ritrovata ad avere più tempo libero a casa. Per non impazzire mi sono dedicata a una creatività compulsiva. Ho impiegato circa un mese e mezzo a terminare il romanzo.
Come ti sei trovata a scrivere una vera e propria storia d’amore?
È stato facile, i drammi sentimentali hanno accompagnato la maggior parte della mia vita adulta quindi avevo un ricco immaginario cui attingere!
Damiano e Azzurra: due poli che si attraggono e respingono sui quali ruota l’intera trama. Come sei riuscita a rendere al meglio questa relazione fatta di odio e amore?
Damiano e Azzurra sono due cariche esplosive innescate. È chiaro che non ci possono essere vie di mezzo per loro. La pressione sotto la quale si sviluppa la loro relazione è altissima. Sotto gli occhi di tutti, incompresa, complicata, ricca di ostacoli, la loro storia non ha modo di svilupparsi se non attraverso accenti drammatici ed eccitanti follie. Annoiarsi è impossibile!
L’intensità di alcune scene colpisce il lettore durante la lettura, ma cos’hai preferito curare in questo libro: personaggi o ambientazione?
Credo che a tutti gli effetti le ambientazioni non siano meno protagoniste di quanto non lo siano i personaggi. Le location, le stagioni mutano come lo sviluppo della vicenda e in un qualche modo enfatizzano tutti gli avvenimenti e le riflessioni di Azzurra. Tutto cambia in un costante divenire e agli occhi di questa ragazza tutto è nuovo e allo stesso tempo familiare. Il grande conflitto tra il fascino dell’esotico (in ogni senso) e il comfort forse un po’ nostalgico del “conosciuto” sono un leitmotiv ricorrente nel romanzo. Personaggi e luoghi si fondono in un incontro/scontro capace di generare in Azzurra una tempesta perfetta. A tutti gli effetti penso che questa ragazza sia affascinata dalla scoperta, dall’eccitazione che dà il disvelarsi di un mondo nuovo e proibito. Fidarsi dell’attrattiva del nuovo o restare nell’ossimoro di una scomoda comfort zone? Quali rischi vale la pena correre? È forse un rischio peggiore non darsi la chance di tentare di cambiare?
Una tua preferenza netta: Damiano o Max? E, in base alla tua scelta, perché?
Onestamente non sceglierei nessuno dei due! Se Max è il primo, indimenticabile amore della protagonista, c’è da dire che Damiano riesce a scalfire ogni certezza, riuscendo a rendersi praticamente irresistibile agli occhi dell’ingenua Azzurra. Entro un certo limite si potrebbe pensare a questa ragazza come a una sorta di oggetto del desiderio ma credo che, per entrambi i personaggi maschili, questa giovane donna rappresenti più che altro un’espansione narcisistica del loro ego. Non si tratta di un agone romantico come potrebbe sembrare, quanto lo scontro di tutti i soggetti in gioco contro le proprie debolezze.
Poche righe per invogliare un lettore a prendere in mano il tuo libro e a tuffarsi nella sua storia.
Se vi piace non sapere cosa aspettarvi nella pagina successiva, se vi piace immedesimarvi una storia, questo è il romanzo che fa per voi!
Hai qualcosa in cantiere? Un nuovo romanzo?
Sì! Sta per uscire “Prima che venga il mattino”. Ho amato molto scrivere questo libro, ma soprattutto ho amato i suoi protagonisti, ingarbugliati e sognanti. È un libro che si fatica a spiegare, vi tocca leggerlo! Scherzo!
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